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Università di TORINO

Nefrologia

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Pagella ssmreview:

6/10

Didattica

9/10

Impegno Lavorativo

7/10

Qualità Ambiente

9/10

Qualità Struttura

8/10

Pratica e Autonomia

6/10

Rotazioni e Rete

5/10

Possibilità Ricerca

48

Ore Settimanali

6

Mesi Extrarete

4

Guardie Mensili

Le recensioni di questa scuola:

Recensione di un medico che ha completato questa scuola di specializzazione

19 marzo 2026

Pagella

Valutazione globale:
(8.0/10)
Didattica:
(6.0/10)
Impegno lavorativo:
(9.0/10)
Qualità ambiente lavorativo:
(7.0/10)
Qualità struttura ospedaliera:
(9.0/10)
Possibilità di pratica/autonomia:
(8.0/10)
Rotazioni e rete formativa:
(6.0/10)
Possibilità di ricerca:
(5.0/10)

Informazioni aggiuntive

Ore settimanali: 48
Mesi extrarete max: 6
Guardie mensili: 4

Approfondimenti

Commenti globali

Ampia casistica, con casi interessanti e complessi, e possibilità di approcciarsi anche a terapie sperimentali: un ambiente ricco di opportunità di apprendimento.

Qualità della didattica

Frontale: Per circa 4–5 mesi all’anno vengono organizzate lezioni frontali con cadenza settimanale su tematiche correlate alla specializzazione; non è tuttavia prevista la didattica a distanza.

Sul campo: È garantita un’ampia autonomia; i tutor sono disponibili per i casi più complessi, ma per il resto è richiesta una buona capacità di gestione indipendente. Non è una scuola in cui si viene seguiti passo passo, nemmeno durante il primo anno.

Esame fine anno: Inesistente

Ambiente lavorativo

Impegno: Sono previsti turni diurni, notturni, festivi e nei weekend (sia di giorno che di notte). Per i turni notturni e del fine settimana sono garantiti i riposi compensativi, generalmente rispettati. Il carico di lavoro è complessivamente gestibile, ma è presente una certa pressione, legata sia al volume di attività sia alla necessità di mantenere un’elevata precisione.

Clima: Questo aspetto è molto soggettivo e dipende dal carattere, dalla mentalità e dalle abitudini personali. Si tratta di un ambiente che richiede precisione, serietà, motivazione, interesse per la nefrologia e anche una certa competitività. Le persone più intraprendenti e motivate tendono a viverlo con maggiore serenità, mentre chi è più timido o meno rapido può trovarsi maggiormente in difficoltà.Per questo motivo, consiglio di fare squadra e creare buoni rapporti con i colleghi. Si tratta comunque di un’osservazione personale.

Struttura ospedaliera

Le principali sedi sono gli ospedali Molinette e San Giovanni Bosco di Torino, strutture risalenti verosimilmente agli anni ’70. Non tutti gli spazi risultano pienamente adeguati agli standard più recenti, ma si tratta di una condizione comune a molti ospedali. Le stanze medici sono abbastanza ampie e luminose, ed è presente anche uno spazio dedicato al cambio.

Pratica e rotazioni

Pratica/Autonomia: Durante il periodo in dialisi è possibile eseguire procedure come confezionamento di FAV e posizionamento di cateteri venosi centrali. Tuttavia, tra impegni clinici, turni e numero di specializzandi, il numero di procedure per ciascuno è piuttosto limitato. È importante dimostrare interesse e iniziativa, altrimenti si rischia di non essere coinvolti. Per quanto riguarda l’ecografia addominale, è consigliabile integrare la formazione con un corso dedicato.

Rotazioni/Rete: Le rotazioni interne sono ben definite e generalmente rispettate: circa un terzo del tempo è dedicato alla dialisi, un terzo alla nefrologia e un terzo al trapianto. Attualmente, le rotazioni in rete formativa extraospedaliera sono quasi inesistenti; solo pochi colleghi hanno svolto brevi periodi presso gli ospedali periferici della regione.

Opportunità di ricerca

Non tanta

Attività extra

Congressi: È possibile partecipare ai congressi nazionali, con un rimborso parziale delle spese. Non tutti possono partecipare contemporaneamente, poiché deve sempre essere garantita la copertura dei turni. Personalmente ne ho frequentati tre durante l’intero percorso di specializzazione.

Extrarete/Estero: Poco. In 4 anni solo 1 collega è andato all'estero.

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