Graduatoria SSM
2024
Nessun punteggio minimo effettivo
In questo anno sono rimasti posti liberi per questa scuola: quindi, di fatto, chiunque l’avesse scelta sarebbe potuto entrare.
Graduatoria SSM
2025
Punteggio minimo
67,50
su 147
Posizione minima
12.215
in graduatoria
Previsione 2026
Dati insufficienti
Servono i punteggi minimi effettivi del 2024 e del 2025 per stimare una fascia indicativa per il 2026.
Pagella ssmreview:
7.7/10
Didattica
7/10
Impegno Lavorativo
9.3/10
Qualità Ambiente
4.7/10
Qualità Struttura
9/10
Pratica e Autonomia
8/10
Rotazioni e Rete
8.7/10
Possibilità Ricerca
45.3
Ore Settimanali
7
Mesi Extrarete
3.3
Guardie Mensili
Le recensioni di questa scuola:
Recensione di uno/a specializzando/a junior (1° o 2° anno)
16 aprile 2025
Pagella
Informazioni aggiuntive
Approfondimenti
Commenti globali
La scuola dura 4 anni. In questi 4 anni si sta in reparto, ambulatorio, consulenza, laboratorio di microbiologia e due mesi in PS. Al policlinico Umberto 1 ci sono 4 reparti di malattie Infettive inoltre fanno parte della rete di formazione s.andrea e polo pontino di latina.
Qualità della didattica
Frontale: Di solito noi specializzandi organizziamo le lezioni e alle volte siamo noi stessi a tenerle, altre volte sono i professori. Cerchiamo di fare un incontro settimanale.
Sul campo: Di solito tutti sono molto disponibili ad insegnare, quasi mai si viene lasciati da soli.
Esame fine anno: L'esame di solito consiste nella discussione di un caso clinico visto durante l'anno.
Ambiente lavorativo
Impegno: Di solito si lavora dalle 8 alle 17. Poi chiaramente dipende dal reparto e dalla giornata.
Clima: Ambiente super tranquillo, si va d'accordo con colleghi e strutturati
Struttura ospedaliera
La struttura è vecchia però ci sono spazi per specializzandi ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici
Pratica e rotazioni
Pratica/Autonomia: Gli strutturati lasciano fare sempre con il loro aiuto ma si ha veramente la possibilità di imparare
Rotazioni/Rete: Si fanno 4 mesi al Sant'Andrea e 4 a latina al polo pontino
Opportunità di ricerca
Si fa molta ricerca se si vuole
Attività extra
Congressi: C'è la possibilità di andare a congressi, il primario a rotazione mansa tutti
Extrarete/Estero: C'è la possibilità di andare in extrarete di solito, dipende dal numero di specializzandi che ci sono
Recensione di uno/a specializzando/a junior (1° o 2° anno)
02 agosto 2026
Pagella
Informazioni aggiuntive
Approfondimenti
Commenti globali
La mia esperienza nella scuola è nel complesso positiva. Dopo circa due anni, sono soddisfatto della mia scelta e la rifarei. Ho trovato un ambiente collaborativo, con buone opportunità di formazione clinica e la possibilità di acquisire progressivamente maggiore autonomia. Il carico di lavoro è adeguato e riposi e ferie vengono pienamente rispettati. Ritengo però che la didattica potrebbe essere organizzata in modo più strutturato. La rete formativa comprende tre sedi, non sempre pienamente integrate tra loro sul piano organizzativo. La sede principale, presso la quale si svolge la maggior parte del percorso di specializzazione, è il Policlinico Umberto I, sul quale si concentrerà questa recensione. Non è obbligatorio frequentare tutte e tre le sedi: generalmente si svolge una rotazione di sei mesi presso l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina oppure presso l’Ospedale Sant’Andrea di Roma, mentre il resto del percorso si svolge al Policlinico Umberto I.
Qualità della didattica
Frontale: L’attività didattica comprende: un briefing mattutino settimanale, durante il quale viene discusso un caso clinico con il consulente infettivologo del DEA; un caso clinico mensile, presentato interamente in inglese a rotazione da tutti gli specializzandi; e circa 2–3 lezioni frontali al mese, tenute da docenti o specializzandi dell’ultimo anno. Quest’anno è stato inoltre organizzato un quiz interattivo a squadre, per stimolare lo studio. Il principale limite è l’assenza di un calendario prestabilito: gli appuntamenti vengono organizzati e comunicati di settimana in settimana, solitamente il sabato, rendendo talvolta difficile partecipare, soprattutto per la sovrapposizione con le attività cliniche. Nell’ultimo anno, tuttavia, la nuova direttrice si è concretamente impegnata per sensibilizzare gli strutturati e favorire una maggiore partecipazione degli specializzandi alla didattica. Le attività non sono obbligatorie, ma la partecipazione è fortemente raccomandata; eventuali assenze non hanno mai comportato ripercussioni.
Sul campo: Il tutor viene assegnato all’inizio di ciascun anno, ma svolge un ruolo prevalentemente formale. Nella pratica, durante le rotazioni, la formazione sul campo è affidata agli strutturati del servizio di riferimento. Gli strutturati sono generalmente disponibili a spiegare e discutere i casi, anche se l’insegnamento non avviene sempre spontaneamente e richiede spesso l’iniziativa dello specializzando. In reparto, un ruolo formativo importante è svolto dagli specializzandi degli anni più avanzati, che rappresentano un punto di riferimento per i colleghi più giovani e spesso fanno da tramite con gli strutturati. L’autonomia aumenta progressivamente nel corso degli anni, mantenendo sempre un adeguato livello di supervisione. Durante i turni nei diversi servizi è sempre presente un medico strutturato e gli specializzandi non lavorano mai da soli. Tra le diverse attività, l’ambulatorio e le consulenze risultano particolarmente formativi e rappresentano le occasioni in cui si impara maggiormente, sia per la maggiore disponibilità al confronto collegiale sia per l’ampiezza della casistica.
Esame fine anno: L’esame di fine anno è sostanzialmente una formalità. Consiste nella presentazione, in gruppi di 2–3 specializzandi, di un caso clinico con approfondimento della letteratura, per una durata di circa 15 minuti. La preparazione del caso richiede generalmente un paio di settimane. Al termine, la commissione pone domande esclusivamente sull’argomento presentato. L’esame si svolge come una discussione informale, senza particolare stress, e non viene utilizzato come strumento di pressione o di ritorsione. Il voto assegnato è uguale per tutti e corrisponde al massimo dei voti.
Ambiente lavorativo
Impegno: Si lavora circa 40 ore a settimana, con un carico generalmente gestibile e in un clima molto tranquillo. Il periodo tra ottobre e dicembre può essere leggermente più impegnativo, per il ricambio tra gli specializzandi del quarto anno, che concludono il percorso, e i nuovi ingressi, che devono acquisire progressivamente autonomia. La turnistica sulle guardie prevede in media due notti al mese e un turno di 12 ore nel fine settimana circa ogni sei settimane. Durante ogni guardia sono presenti un medico strutturato e due specializzandi, che coprono complessivamente quattro reparti, per un totale di circa 54 posti letto, tutti dedicati alle malattie infettive. Lo smonto dopo ogni notte è sempre garantito, così come riposi, ferie e recuperi, che vengono rispettati rigorosamente.
Clima: L’ambiente lavorativo è molto sereno, soprattutto tra gli specializzandi. Non esistono gerarchie rigide e ci si considera tutti sullo stesso piano, indipendentemente dall’anno di corso. Non si percepiscono favoritismi e le opportunità formative vengono offerte in modo equo a tutti. Gli strutturati sono per la maggior parte giovani e questo contribuisce a creare un clima generalmente collaborativo. Episodicamente, alcuni strutturati, soprattutto tra i più giovani, possono mostrare atteggiamenti poco collaborativi e talvolta tossici; queste dinamiche restano però circoscritte grazie alla forte coesione tra gli specializzandi e all’attenzione degli strutturati più esperti. I professori sono pochi, ma tutti estremamente disponibili. Il confronto avviene su un piano collegiale e non gerarchico e il rapporto è molto informale, tanto che ci si dà del tu. Con il personale infermieristico è importante porsi fin dall’inizio in modo corretto e collaborativo: una volta instaurato un buon rapporto, la collaborazione è efficace e anche i turni di guardia si svolgono serenamente.
Struttura ospedaliera
Il Policlinico Umberto I è complessivamente una struttura datata, anche se gli spazi dedicati alle Malattie Infettive sono in progressivo rinnovamento. Tre dei quattro reparti sono stati ristrutturati negli ultimi dieci anni e nei prossimi mesi dovrebbe aprire un reparto completamente nuovo, realizzato con i fondi del PNRR. Gli ambulatori sono suddivisi in due grandi blocchi: uno ristrutturato durante la pandemia di COVID-19 e uno più vecchio. Gli specializzandi dispongono di un’aula didattica un po’ datata, ma dotata di computer, proiettore e aria condizionata, e di una seconda sala con un grande tavolo per le riunioni. Gli spogliatoi sono condivisi tra uomini e donne: non sono particolarmente moderni, ma sono dignitosi e sicuri, sebbene privi di servizi igienici dedicati. Per le guardie notturne è disponibile una camera riservata agli specializzandi, separata da quella dello strutturato, con due letti singoli e bagno privato. È dotata di riscaldamento per l’inverno, ma non di aria condizionata; per l’estate ci siamo procurati un climatizzatore portatile che garantisce un minimo di sollievo dal caldo. L’informatizzazione è ancora parziale. I computer vengono utilizzati in tutti i servizi e il sistema informatico consente di richiedere esami, imaging e consulenze e di compilare il diario clinico. In un reparto, tuttavia, anche il diario clinico è ancora cartaceo; in tutti i reparti, inoltre, alcune sezioni della cartella, tra cui l’esame obiettivo all’ingresso, vengono compilate su carta. Negli ambulatori esami e relazioni vengono gestiti al computer, ma per molti pazienti cronici si utilizza ancora una cartella clinica cartacea che deve essere aggiornata. L’ospedale è facilmente raggiungibile, trovandosi in una zona centrale di Roma con una fermata della metropolitana all’ingresso. Tuttavia, il Policlinico è molto esteso e articolato in numerosi padiglioni, quasi come un piccolo paese: gli spostamenti interni possono quindi risultare scomodi e le procedure sono spesso molto burocratizzate. Non posso esprimere un giudizio diretto sulle strutture del Santa Maria Goretti e del Sant’Andrea, non avendovi ancora svolto una rotazione; per quanto mi risulta, entrambe sono comunque più moderne.
Pratica e rotazioni
Pratica/Autonomia: Le opportunità pratiche sono nel complesso sufficienti. Gli specializzandi eseguono frequentemente emogasanalisi arteriose e punture lombari. Nei reparti è disponibile anche un ecografo, che viene però utilizzato raramente perché solo pochi strutturati possiedono competenze ecografiche, limitando di conseguenza le possibilità di formazione in questo ambito. Sia in reparto sia in ambulatorio gli specializzandi possono proporre autonomamente accertamenti diagnostici e strategie terapeutiche, che vengono poi discusse collegialmente con gli strutturati. Il grado di autonomia aumenta progressivamente con l’anno di corso, mantenendo sempre un’adeguata supervisione e un confronto prima delle decisioni definitive.
Rotazioni/Rete: Le rotazioni vengono pianificate all’inizio di ogni anno accademico per i dodici mesi successivi, quindi sono comunicate con adeguato anticipo. La direttrice stabilisce lo schema formativo generale; i rappresentanti degli specializzandi predispongono poi le assegnazioni per il proprio anno di corso, che vengono infine approvate dalla direttrice. Durante il primo biennio si cambia reparto ogni sei mesi, svolgendo complessivamente quattro rotazioni in altrettanti reparti di Malattie Infettive, considerati sostanzialmente equivalenti. Una delle quattro rotazioni viene effettuata al Santa Maria Goretti di Latina oppure al Sant’Andrea di Roma. In assenza di volontari, l’assegnazione alle due sedi viene stabilita mediante sorteggio. Nel terzo e quarto anno sono previsti sei mesi nelle consulenze infettivologiche, sia dedicate sia presso il DEA, con alcune giornate settimanali in microbiologia e nell’ambulatorio generale di dermatologia; sei mesi negli ambulatori di Malattie Infettive, comprendenti HIV, epatiti virali, PrEP, IST e un’agenda generalista; un mese presso il DEA in affiancamento a un urgentista; e un mese presso il DEA pediatrico in affiancamento a un pediatra. Per approfondire la gestione delle infezioni nei migranti e in gravidanza è inoltre possibile organizzare periodi di rotazione presso lo Spallanzani. Gli ultimi dieci mesi del quarto anno sono più flessibili e vengono generalmente trascorsi nel servizio nel quale si svolge la tesi, scegliendo tra reparto, ambulatorio e consulenze. Durante il secondo biennio si rimane solitamente al Policlinico Umberto I, ma chi lo desidera può chiedere di tornare al Sant’Andrea o a Latina.
Opportunità di ricerca
La ricerca è incoraggiata e le opportunità sono accessibili a tutti. La direttrice e i docenti cercano di coinvolgere gli specializzandi fin dai primi anni, senza tuttavia imporre alcun obbligo. Le attività sono organizzate prevalentemente in tre gruppi, coordinati da altrettanti docenti, che si occupano soprattutto di HIV, IST, HPV e antimicrobial stewardship. Con un impegno adeguato è possibile seguire un progetto dall’ideazione fino all’analisi e alla scrittura e arrivare a pubblicare come primo autore. Il principale limite è l’assenza di tempo protetto: l’attività di ricerca viene svolta interamente al di fuori del normale orario clinico. È disponibile un supporto statistico informale, fornito soprattutto da altri colleghi. Le authorship vengono decise dai docenti di riferimento e le scelte sono generalmente corrette, anche se i criteri non vengono sempre esplicitati.
Attività extra
Congressi: Previa richiesta motivata alla direttrice, è possibile partecipare a qualsiasi tipo di evento formativo, compresi congressi nazionali e internazionali, corsi di formazione e persino master. L’autorizzazione viene generalmente concessa senza difficoltà e i giorni dedicati all’evento vengono riconosciuti come giornate lavorative. In caso di accettazione di un abstract, la scuola rimborsa viaggio, alloggio e quota di iscrizione. Altrimenti tutte le spese sono a nostro carico, salvo che non si sia vinta una scholarship. Già dal primo anno, inoltre, la direttrice favorisce direttamente la partecipazione degli specializzandi ai workshop organizzati dalle aziende farmaceutiche, cercando di distribuire queste opportunità nel modo più equo possibile.
Extrarete/Estero: È possibile svolgere fino a sei mesi di formazione extrarete, in Italia o all’estero, generalmente tra il terzo e il quarto anno. A questi può aggiungersi un ulteriore mese dedicato alla tesi, immediatamente prima della specializzazione. L’autorizzazione, previa presentazione di un progetto di sviluppo professionale, viene generalmente ottenuta senza difficoltà. La scuola non prevede rimborsi o finanziamenti aggiuntivi, ma durante il periodo extrarete si continua regolarmente a percepire lo stipendio. Sono disponibili contatti consolidati con centri in Perù, Thailandia e Ciad; è comunque possibile individuare e organizzare autonomamente un periodo presso altre sedi, senza particolari ostacoli da parte della scuola. Si tratta di un’opportunità concretamente utilizzata: ogni anno riescono a partire tutti gli specializzandi interessati e, nell’ultimo anno, sono partite circa cinque persone tra Italia e estero.
Recensione di uno/a specializzando/a junior (1° o 2° anno)
14 aprile 2025
Pagella
Informazioni aggiuntive
Approfondimenti
Commenti globali
La Scuola dura 4 anni. Il primo anno è prevalentemente di reparto. Il secondo anno si aggiungono rotazioni in microbiologia, DEA e pediatria. Il terzo anno comprende reparto, consulenze e ambulatorio. L’ultimo anno è più flessibile, con un periodo jolly di 4 mesi e possibilità di sospendere le attività cliniche due mesi prima della fine per la tesi. Le sedi principali sono Umberto I, Sant’Andrea e Polo Pontino. È possibile svolgere periodi all’estero o in altre strutture con la dovuta organizzazione.
Qualità della didattica
Frontale: Le lezioni sono autogestite ma sempre alla presenza di un tutor (professore o strutturato). A inizio anno si definisce insieme il calendario formativo. Ogni mese si affronta un tema e si tengono 4-5 incontri. Nei primi mesi sono previsti incontri introduttivi per i neo-specializzandi. La partecipazione a corsi e congressi è solitamente garantita.
Sul campo: Durante tutte le attività cliniche, comprese le guardie, si è sempre affiancati da un tutor. Le decisioni vengono prese insieme e sotto supervisione. In questo modo si garantisce una formazione continua e sicura, con la possibilità di apprendere le principali procedure.
Esame fine anno: L’esame di fine anno consiste nella presentazione alla commissione di docenti della Scuola di Specializzazione di un caso clinico incontrato durante l’anno. La presentazione deve essere seguita da un approfondimento sull’argomento trattato con il caso clinico. Al termine, si apre la discussione e la commissione ha la possibilità di fare domande e osservazioni su quanto esposto. Il lavoro può essere fatto da soli o con un collega di pari anno. La valutazione finale è poi una formalità.
Ambiente lavorativo
Impegno: La giornata lavorativa dura in media 8-9 ore, dalle 8 alle 16, con possibili variazioni a seconda delle necessità cliniche. Sono previste 3/4 guardie mensili (2 diurne e 1/2 notturne), con un weekend di lavoro (sabato e domenica) al mese e due giorni di riposo garantiti. Durante le notti, chi lavora non è chiamato il giorno prima o dopo. A Latina si lavora dalle 9 alle 15, compresi 2 festivi al mese. Al Sant’Andrea c’è un turno da 12h settimanale.
Clima: Il clima è disteso e collaborativo, nonostante i ritmi intensi legati alla gestione dei pazienti ricoverati. C’è una buona cooperazione tra specializzandi e strutturati, con un confronto costante nelle decisioni cliniche. Il primario è sempre disponibile. Gli infermieri sono generalmente competenti. Non si registrano episodi di nonnismo o atteggiamenti gerarchici tra specializzandi.
Struttura ospedaliera
Il Policlinico Umberto I è una struttura datata, ma tre reparti su quattro sono stati rinnovati di recente. La richiesta di esami/indagini può risultare inizialmente complessa visto il sistema informatico utilizzato, ma diventa gestibile con l’esperienza. Non ci sono stanze dedicate agli specializzandi, ma si riesce a usare la stanza medici. La mensa è presente ma poco conveniente per qualità-prezzo, quindi molti portano il cibo da casa o mangiano altrove. L’ospedale è ben collegato con metro e mezzi di superficie. L’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e il Sant’Andrea di Roma sono strutture più moderne.
Pratica e rotazioni
Pratica/Autonomia: Durante tutte le attività cliniche, comprese le guardie, si è sempre affiancati da un tutor. Le decisioni vengono prese insieme e sotto supervisione. In questo modo si garantisce una formazione continua e sicura, con la possibilità di apprendere le principali procedure.
Rotazioni/Rete: Le rotazioni avvengono ogni 4-6 mesi tra le varie sedi: Umberto I, Polo Pontino e Sant’Andrea. Anche all’interno dei singoli ospedali si effettuano rotazioni tra i diversi servizi: reparti, ambulatori, pronto soccorso, pronto soccorso pediatrico, consulenze e laboratorio di microbiologia.
Opportunità di ricerca
È possibile intraprendere attività di ricerca e pubblicare senza particolari ostacoli, a patto di affiancarsi a tutor o docenti coinvolti nei vari progetti e ritagliarsi del tempo da dedicare al lavoro scientifico. Si riesce a pubblicare articoli con il proprio nome.
Attività extra
Congressi: Sin dal primo anno la Scuola garantisce la possibilità di partecipare a congressi, coprendo tramite sponsor o rimborsando le spesse.
Extrarete/Estero: È consentito svolgere rotazioni fuori sede, anche all’estero, previa autorizzazione del direttore. Con un preavviso adeguato è possibile organizzare tutto senza difficoltà. Ci sono contatti già disponibili, ma si può anche procedere in autonomia nel trovarli.