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Università KORE DI ENNA

Igiene e medicina preventiva

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Graduatoria SSM

2024

Posti disponibili

Nessun punteggio minimo effettivo

In questo anno sono rimasti posti liberi per questa scuola: quindi, di fatto, chiunque l’avesse scelta sarebbe potuto entrare.

Graduatoria SSM

2025

Ultimo dato

Punteggio minimo

47,75

su 147

Posizione minima

14.894

in graduatoria

Previsione 2026

Dati insufficienti

Servono i punteggi minimi effettivi del 2024 e del 2025 per stimare una fascia indicativa per il 2026.

Pagella ssmreview:

6/10

Didattica

9/10

Impegno Lavorativo

4/10

Qualità Ambiente

6/10

Qualità Struttura

4.5/10

Pratica e Autonomia

7/10

Rotazioni e Rete

10/10

Possibilità Ricerca

38

Ore Settimanali

15

Mesi Extrarete

0

Guardie Mensili

Le recensioni di questa scuola:

Recensione di uno/a specializzando/a junior (1° o 2° anno)

23 luglio 2026

Pagella

Valutazione globale:
(6.0/10)
Didattica:
(8.0/10)
Impegno lavorativo:
(10.0/10)
Qualità ambiente lavorativo:
(5.0/10)
Qualità struttura ospedaliera:
(6.0/10)
Possibilità di pratica/autonomia:
(5.0/10)
Rotazioni e rete formativa:
(6.0/10)
Possibilità di ricerca:
(10.0/10)

Informazioni aggiuntive

Ore settimanali: 38
Mesi extrarete max: 12
Guardie mensili: 0

Approfondimenti

Commenti globali

C’è molta attenzione alla ricerca e meno alla pratica. Per iniziare va bene e si imparano cose utili, ma poi diventa statica.

Qualità della didattica

Frontale: I docenti sono tanti e la didattica è abbastanza ricca. Si ha l’impressione che alcune scelte siano fatte più per questioni organizzative che per offrire insegnamenti davvero utili. Le materie sono tante (forse troppe) e raggiungono un carico di studio pesante. Si arriva all’esame finale con tanta pressione e molte cose da studiare.

Sul campo: Per quanto riguarda la parte pratica, l’ho trovata limitata. I tutor sono disponibili a spiegare quando viene chiesto insistentemente, però in generale c’è poco coinvolgimento da parte loro. Si ha un po’ la sensazione di essere un fastidio e manca un approccio davvero orientato all’insegnamento.

Esame fine anno: Si fa ad ottobre. E si svolgono tutte le materie insieme (~15 o poco più) in un colloquio breve (~10 min) con ogni docente.

Ambiente lavorativo

Impegno: L’impegno richiesto è elevato. Si è spesso coinvolti/delegati e capita frequentemente di essere contattati o chiamati anche nel corso della giornata. È richiesta molta disponibilità e una presenza costante.

Clima: Non particolarmente sereno. Hai la sensazione che venga favorita più la competizione che la collaborazione tra gli specializzandi, con dinamiche che finiscono per creare tensioni e poca fiducia reciproca. In alcune situazioni lo stile di gestione mi è sembrato molto rigido: le aspettative sono elevate e, quando non vengono soddisfatte, il richiamo è spesso espresso come una pressione o una possibile conseguenza negativa. Nel complesso l’ambiente è non favorisce un clima di crescita condivisa o confronto costruttivo.

Struttura ospedaliera

Alcuni aspetti potrebbero essere modernizzati. Molti uffici e spazi di servizio appaiono datati e non c’è attenzione all’accoglienza degli specializzandi. Dal punto di vista organizzativo e tecnologico: una parte delle procedure è ancora gestita tramite documentazione cartacea e gli strumenti digitali non sono sfruttati al meglio. Nel complesso, è una realtà che si sta evolvendo.

Pratica e rotazioni

Pratica/Autonomia: L’autonomia è limitata. Le rotazioni tra i diversi servizi sono limitate e spesso il tempo a disposizione è appena sufficiente per conoscere il funzionamento del reparto e inserirsi nel gruppo di lavoro. Anche quando si acquisiscono rapidamente le competenze necessarie, non è possibile assumersi maggiori responsabilità perché serve tempo per instaurare un rapporto di fiducia con il personale del servizio. Anche nell’ambito della ricerca gli spazi di autonomia personale sono contenuti: ogni attività viene condivisa, autorizzata e monitorata dal direttore durante lo sviluppo.

Rotazioni/Rete: Le rotazioni avvengono ogni 6 mesi. E vengono decise/rimodellate dal direttore.

Opportunità di ricerca

La ricerca rappresenta un aspetto centrale. Ma gli spazi di iniziativa personale sono ridotti e ogni proposta segue un percorso decisionale molto centralizzato.

Attività extra

Congressi: La partecipazione ai congressi è fortemente caldeggiata e ci si aspetta che ogni specializzando prenda parte almeno a un evento all’anno. È inoltre sempre richiesto un contributo scientifico da presentare (essenziale per per ottenere l’autorizzazione alla partecipazione).

Extrarete/Estero: Le possibilità di svolgere periodi di formazione extrarete o all’estero risultano potenziali ma di fatto limitate. Formalmente esistono diverse opzioni, ma nella pratica le sedi vengono suggerite. Quando si propongono opzioni diverse da quelle suggerite, si ha la sensazione che il percorso possa diventare più complesso e meno agevole dal punto di vista autorizzativo. Questo rende difficile programmare un’esperienza realmente basata sui propri interessi formativi.

Recensione di uno/a specializzando/a junior (1° o 2° anno)

06 aprile 2025

Pagella

Valutazione globale:
(4.0/10)
Didattica:
(4.0/10)
Impegno lavorativo:
(8.0/10)
Qualità ambiente lavorativo:
(3.0/10)
Qualità struttura ospedaliera:
(6.0/10)
Possibilità di pratica/autonomia:
(4.0/10)
Rotazioni e rete formativa:
(8.0/10)
Possibilità di ricerca:
(10.0/10)

Informazioni aggiuntive

Ore settimanali: 38
Mesi extrarete max: 18
Guardie mensili: 0

Approfondimenti

Commenti globali

Appena inaugurata eppure già di impostazione tossica

Qualità della didattica

Frontale: Viene svolta ma il contenuto talvolta è trascurato. Le ore delle materie di tronco comune sono inoltre più o meno fittizie e “svolte” sotto forma di studio condotto sostanzialmente in autonomia.

Sul campo: La didattica sul campo è posta al centro soprattutto all’ambulatorio dell’UOC di Epidemiologia. Per il resto la didattica rispetto al servizio frequentato è un po’ trascurata a favore dell’attività di ricerca

Esame fine anno: Non ancora sostenuto eppure ci sono già state intimidazioni al riguardo. Si è citato più volte che l’andamento dell’esame finale verrà deciso dal direttore di scuola sulla base di come accogliamo le sue richieste e i suoi incarichi.

Ambiente lavorativo

Impegno: L’impegno è considerevole. Principalmente in relazione alle attività accademiche. Da cartellino vengono timbrate 38 ore ma al di fuori si viene sollecitati via e-mail, chiamate o messaggi per svolgere e completare i propri incarichi.

Clima: Tranquillo quando si lavora con medici fuori dall’ambito accademico (circostanza frequente NON essendo in un policlinico universitario). Incalzante invece quando presenti professori, poiché molto giovani e desiderosi di far carriera.

Struttura ospedaliera

Nuova ma, trattandosi di un ASP, è estesa sul territorio e dunque ci sono varie difficoltà intrinseche

Pratica e rotazioni

Pratica/Autonomia: Viene preferita l’attività di ricerca e dunque la pratica e l’autonomia sono sacrificate. Finisci per essere molto ferrato sulla teoria ma non svolgi molte attività relative al servizio a cui sei assegnato

Rotazioni/Rete: Le rotazione viene fatta ogni 16 settimane ma le assegnazioni vengono decise dal direttore di scuola. Potrebbe sorgere il dubbio che la formazione completa dello specializzando sia secondaria ad interessi personali.

Opportunità di ricerca

Se si vuole fare ricerca, è il posto giusto! Ma in sostanza anche se non interessa sei tenuto a farla.

Attività extra

Congressi: Allo stato attuale la scuola non rimborsa niente. Il direttore invece ha posto una regola imprescindibile: a turno si è tenuti a presentare studi e abstract agli eventi della comunità scientifica e non viene assolutamente autorizzata una partecipazione passiva da auditore. Il tutto ovviamente per pubblicizzare la scuola e i nomi dei prof.

Extrarete/Estero: È stata mostrata disponibilità.